Il Santuario di S. Cipriano

 

A ridosso della frazione Figlioli si erge il piccolo Santuario dedicato al grande Martire e Vescovo africano. L’eremo fiancheggiato da faggi e da mortelle odorose, che mescolano il loro verde ai muschi prodotti dal tempo, è di ben poca importanza, per quanto antico; è ri­cordato anche dallo Scoppa, nell’op. cit. - La fede del nostro popolo non lo lascia in oblìo: con religiosa pietà i fedeli si portano sull’eremo, in devoto pellegrinaggio, specialmente il 16 settembre commemorazione del Santo, e nelle prolungate siccite.

S. Cipriano, luminare della Chiesa Cattolica, nacque in Cartagine verso il principio del terzo secolo, da nobili genitori dell’ordine senatoriale. Era pagano; convertitosi alla religione cristiana, professò l’eloquenza. Si chiamava Tascio Cipriano ed aggiunse al nome quello di Cecilio, in memoria e riconoscenza del santo prete che lo convertì. Fu consacrato Vescovo di Cartagine nel 248 d.C. Immor­tale è il suo trattato de Lapsis ed i famosi suoi canoni chiamati peni­tenziali, nonché il Con tra Demetriano. Venne, per ordine dell’imperatore Valeriano, decapitato, il 16 settembre 258.

 

 

Tratto dal libro di Aurelio Galiani

II  edizione curata da Aurelio Pironti

Anno 1990.