Il
santuario di S. Pantaleone
Sempre crescente importanza acquista questo
Santuario, dedicato al glorioso Martire- medico dell’Imperatore Galerio
Massimia - decapitato da Diocleziano nell’anno 303 d.C. I medici onorano S. Pantaleone
come il loro principale protettore, dopo S. Luca. La particolare preghiera è:
Deus, ut intercedente beato Pantaleo martyre tuo, et a cunctis adversitatibus
liberemur in corpore, et a pravis cogitationibus mundemur in mente. Una
solennità speciale raccoglie una turba di popolo implorante, il 27 luglio.
ricorrenza della festività del Santo.
Anticamente, fra le imboscate abitazioni del
casale di Castello, v’era la chiesa parrocchiale di S. Pantaleone, che lo
Scoppa designa essere poco discosta dall’antica chiesa del Vescovado che
diceasi di S. Niccolò extra muros. Infatti, si trova memoria
nelle citate pergamene dell’archivio di Montevergine (vol. 87, n. 26, e 46, e
voi.n. 7 e 8), che rilevano già la sua esistenza negli anni 1282 e 1293. Di
poi, la parrocchia di 5. Pantaleone, rimasta soltanto di 24 filiani, fu
aggregata a quella di 5. Leucio di Borgo, giusta decr. arciv. del maggio 1838.
Nulla è rimasto di antico, tranne la pila dell’acqua santa.
Il romitaggio è sulla collina della
frazione Borgo. Lassù, l'aria tersa e tranquilla fa aprire un respiro più
ampio, mentre l’incanto panoramico delle sottostanti vegetazioni, floride e
germoglianti, per la vasta distesa dei campi, va segnando all’uomo le tracce
delle sue speranze e l’impronta della sua attività. All’entusiasmo di quella
vista e di quella naturale bellezza, una mistica armonia, tutta segreta dello
spirito, sorride al cuore e dà all’anima luce di fede. Siepi di rovi fioriti e
di edera verde circondano il Santuario, fantasticamente invitanti.
Nel 1940, fu per volere del popolo e dal popolo
stesso riedificato ed ampliato sul sito dell’antica chiesetta. Ben una lapide
ne dovrebbe ricordare la riedificazione:
D.M.O.
QUESTO TEMPIO
DA ANTICA EPOCA
A
S. PANTALEONE
DEDICATO
_______
A GLORIA SUA
DALLE FONDAMENTA RIERETTO
VOLERE DEL POPOLO
AMORE E DEVOZIONE DEI
FEDELI
CONSACRARONO L'OPERA
NELL'ANNO DEL SIGNORE
1940
Tratto dal libro di Aurelio Galiani
II edizione curata da Aurelio Pironti
Anno
1990.